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Barbato Zanoni

BARBATO ZANONI

foto Barbato Zanoni

A Barbato Zanoni è stata intitolata la scuola di Avviamento Professionale nel 1946, poi Scuola Media di Concordia.

Nacque a Concordia da famiglia di antica fede socialista il 3 dicembre 1896. Si laureò in Scienze economiche e commerciali e si dedicò all'insegnamento negli Istituti Tecnici Commerciali, interrompendo il lungo magistero solamente per partecipare alla prima e alla seconda guerra mondiale col grado di capitano di fanteria di complemento. Dotato di notevole ingegno e vasta cultura, si distinse nella scuola per le sue doti di chiarezza, passione e tenacia. Seppe unire, al rigore delle discipline, l'onesta opera di educatore democratico, nei duri tempi del fascismo messa a dura prova dall'imperversante conformismo. Alle innati doti di bontà e di cordialità egli univa una notevole carica di humor pungente che all'occasione non mancava di colpire il malcostume e la cafoneria dei gerarchi fascisti. I suoi motti, i suoi frizzi, divennero presto arma di antifascismo a Concordia e rimasero celebri e rinomati diffondendosi ovunque con rapidità ed efficacia sorprendenti. Dopo la caduta del fascismo, assieme agli antifascisti locali, partecipò a diverse riunioni per preparare gruppi della Resistenza. Assieme al professor Serracchioli, docente del liceo classico di Mirandola, col quale doveva poi condividere disagi e persecuzioni fino all'estremo sacrificio, diffuse fra tutti gli strati sociali della bassa modenese i suoi alti ideali di Giustizia e di Libertà. Fece cosi opera preziosa di proselitismo, e la sua presenza diede alto prestigio alla Resistenza concordiese. Già segnalato dai neofascisti locali prima del 25 luglio 1943, e ritenuto sospetto dopo l'8 settembre, fu uno dei primi ad essere prelevato nottetempo dalla sua abitazione e trasferito alle carceri mandamentali di Mirandola, ove subì maltrattamenti di ogni sorta affinché rivelasse i nomi degli appartenenti al movimento clandestino del suo paese. Le Brigate Nere non ottennero nessuna informazione da Zanoni e il suo silenzio gli costò la fucilazione, insieme ad altri sette eminenti antifascisti, il 7 agosto 1944 sul sagrato della parrocchia di Rovereto. Al suo fianco caddero il collega ed amico fraterno professor Roberto Serracchioli, il direttore dell'archivio statale modenese professor Braghiroli, il dottor Francesco Maxia, Golinelli Jones, Luigi e Silvio Manfredini, Canzio Zoldi. La memoria di Barbato Zanoní (e degli altri suoi compagni di sventura), vive venerata a Concordia, e il suo sereno coraggio, la sua profonda fede nei destini del suo paese, il suo carattere scherzoso e buono, formano ancora oggi inesauribile materia di ricordi e racconti dei più anziani ai più giovani.

Alberto Gandini
(da "Rassegna dell'Istituto Storico della Resistenza in Modena e provincia n. 6 - 1965)