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Elaborati vincitori del concorso "Memoria e inchiostro: La scelta, una storia Partigiana"

La Resistenza

Lettera di un partigiano mirandolese inviata ad un amico partigiano

di Karimi Egzona (VB Luosi)

 

 Caro Marco,

oggi ti scrivo perché ho bisogno di parlare con qualcuno che ha provato le mie stesse pene qualcuno che sicuramente sa ciò che sto provando in questo momento; in cui mi riaffiorano ancora quei brutti momenti..

Ormai la guerra è finita ma per me e come se non lo fosse, abbiamo passato  lunghi anni con il rumore di bombe, aerei, spari, rastrellamenti, morti, grida di donne e bambini e oggi anche se non ci sono più mi pare di sentirle ancora. Mi sembra che nulla sia finito, che ci sia ancora bisogno di doversi nascondere da qualcuno più potente di te che cerca di fare leva su persone deboli per raggiungere il potere. A me sfortunatamente come a molti altri la decisione di far parte di gruppi di rivolta è stata facile ma non perché fossi il più coraggioso o il più temerario ma solo perché sapevo che la mia vita non aveva più valore. Tutta la mia famiglia era stata uccisa con l’unica colpa se colpa la vogliamo chiamare di aver nascosto in casa un uomo anziano ebreo e non aver fatto la spia […] alla polizia. Sarei dovuto diventare un codardo insomma, tutto ciò che la mia famiglia detestava ma soprattutto poi, io, come mi sarei visto allo specchio? Nooo…non avrei mai potuto farlo[…]. Avevo visto come queste persone venivano portate via dalle loro case e avevo intuito che non li avrebbe aspettati nulla di buono così decisi che il migliore amico di mio padre me lo sarei tenuto in casa in qualche modo. Facendo così, pensavo che anche se era solo uno fra tanti forse ero riuscito a pulire la coscienza di molti italiani che non avevano e che non ci avrebbero mai nemmeno pensato di andare contro lo stato e quindi il  “grande” Mussolini.

Non pensavo che sarebbe arrivato il giorno in cui qualcuno ci avrebbe fatto scoprire, ma invece arrivò come ben sai e così arrivarono in casa i maledetti fascisti. Ci chiesero se stavamo nascondendo qualcuno. Noi, naturalmente dicemmo di no ma poi riuscirono a trovare Chimone e lì decisero che saremmo dovuti morire tutti. […] Fu così che ci fucilarono ma io purtroppo rimasi vivo e poi come sai ti incontrai e decisi di fare la tua stessa vita, quella che tu da qualche anno avevi già cominciato. Combattere per riavere la nostra Italia senza più nessuno che ci possa entrare in casa e decidere su due piedi se far vivere o meno un’intera famiglia. […] 

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